Smart Working: come il CoronaVirus sta cambiando il nostro modo di lavorare

Smart Working: come il CoronaVirus sta cambiando il nostro modo di lavorare
di Trizero

In questo periodo di emergenza, dovuto dal diffondersi del COVID-19 (Coronavirus), le aziende italiane hanno la necessità di adattare i loro processi al lavoro digitale e per questo si sta diffondendo il fenomeno dello Smart Working.
Per molte imprese non sarà un grande cambiamento dal momento che già utilizzano il lavoro da remoto, ma ci sono numerose realtà per le quali questo metodo di lavoro risulta una novità assoluta.
Ma come funziona lo Smart Working? Quali sono i vantaggi? 

Il mondo dell’informatica resta in attività e cresce grazie allo smart working

Nel mondo digitale, in realtà, questa pratica è largamente diffusa. Ci sono aziende che assumono dipendenti da remoto, freelance che lavorano senza muoversi dal loro ufficio, team di sviluppo internazionali dislocati in diverse parti del mondo.

Gli strumenti a disposizione non solo rendono la cosa possibile, ma addirittura più semplice! Facilitano l’organizzazione del lavoro, la comunicazione tra gruppi di persone, la condivisione di eventi, calendari, documenti, pianificazioni, scadenze…

Insomma: il flusso resta organizzato e preciso, sia che si lavori in ufficio sia che si lavori da casa. Abbiamo appunto usato il termine “da remoto”, tuttavia i due concetti adottano approcci diversi.

Qual è la differenza tra “remote” working e “smart” working?

Non tutti colgono le sottili differenze tra le varie tipologie di lavoro a distanza: ci sono delle distinzioni da fare tra remote (o telelavoro) e smart working:

  • Lavoro da remoto: è semplicemente una delocalizzazione del proprio ufficio. Ci permette di lavorare da casa o con aziende fisicamente distanti dalla nostra città (fermo restando orari e modalità di svolgimento).
  • Smart working: in questo caso invece parliamo di un vero e proprio cambiamento del modo di concepire il lavoro, che porta in sé anche modifiche radicali dell’assetto organizzativo e aziendale (nonché culturale). Infatti lo smart working permette di gestire autonomamente le sedi, le modalità e gli orari di attività con il solo fine di raggiungere gli obiettivi aziendali e lavorativi nei tempi previsti, migliorando la produttività, il rapporto lavoro / tempo libero e responsabilizzando il lavoratore nei confronti delle proprie mansioni.

Come applicare lo smart working ai processi delle aziende che finora non hanno completato il processo di digitalizzazione?

Lo smart working vuol dire per forza “digital”. Ci sono molti altri settori dove può diventare non solo una necessità operativa, ma una vera e propria opportunità di crescita. 

Esistono parecchie attività che vengono svolte seguendo schemi operativi ben definiti. Pensiamo, ad esempio, a chi si occupa di contabilità, di formazione dei cedolini paga, o ancora la preventivazione e completamento di una pratica assicurativa.
Poi c’è un settore intermedio che consente all’addetto o professionisti di lavorare in autonomia per produrre un risultato finale. Solitamente è un file grafico o una procedura informatica che deve soddisfare determinate funzioni operative, quindi lavori creativi e lavori di programmazione software.

Il futuro dello smart working che stiamo imparando a conoscere e apprezzare.

Lo smart working con la modalità agile saranno sempre più presenti in futuro (ormai non più così remoto!). Sta a noi aiutare a diffonderlo, per dare una svolta positiva e portare questo diverso modo di lavorare dalla condizione di necessità a quella di opportunità di crescita.

Lo smart working garantisce quindi:

  • l’organizzazione del lavoro in attività da assegnare alle diverse risorse;
  • una maggiore consapevolezza dei tempi/costi necessari;
  • la condivisione di tutte le informazioni sulle attività;
  • una pianificazione puntuale, sia nel breve sia nel medio periodo. 

Conclusione

Per fare in modo che questo processo possa arrivare ad una conclusione fattiva è necessario, al di là degli strumenti, un cambiamento culturale, in modo reciproco. Chi affida un compito, ma anche chi lo esegue, deve essere consapevole che le valutazioni non saranno più fatte su un rendimento orario, ma su un raggiungimento di obiettivi.

Nonostante le tragiche conseguenze della pandemia del Coronavirus, questa situazione ci ha mostrato come l’avere obiettivi comuni, essere preparati e adottare una tipologia di lavoro diverso con gli strumenti adatti, ha permesso a moltissime aziende italiane di restare in attività e mantenersi operative anche acquisendo livelli di competitività più elevati della condizione iniziale.

Così, molte aziende hanno effettivamente riconosciuto l’importanza dello smart working, ottimizzare meglio i tempi organizzando il lavoro con un team che riesce a lavorare insieme sia in modo sincrono sia asincrono.

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