E-commerce B2C, B2B, C2C: quali sono le differenze?

E-commerce B2C, B2B, C2C: quali sono le differenze?
di Fabio De Notariis

Tre tipologie, diversi modelli di vendita

La vendita online, come molti potranno immaginare, non è un processo totalmente astratto e virtuale, ma rispecchia esattamente quello che accade nel mondo reale. Cambiano i mezzi, cambiano i metodi di pagamento e l’esperienza di acquisto, ma gli attori in gioco sono sempre quelli: il cliente/acquirente e il fornitore/venditore.
Quando si parla di e-commerce molte volte si sente parlare di tre sigle: B2C, B2B e C2C
Quali sono le differenze? Ma cosa significa? Quale delle tre tipologie bisogna utilizzare?

Le tre sigle vanno semplicemente ad identificare la diversa tipologia di rapporto tra cliente e fornitore, designando tre macrocategorie, di cui parleremo in questo articolo.

B2C, Business to Consumer

La sigla B2C si riferisce alla tipologia di piattaforma più diffusa; permette ai negozi online di vendere prodotti o offrire servizi a privati, che si configurano come consumatori finali. Questo non vuol dire che le aziende con partita iva non possano effettuare l’accesso e l’acquisto, ma avranno dei prezzi allineati con quelli di mercato. Questo aspetto consegue che questa formula non è adatta al retail.

B2B, Business to Business

Nella vendita al dettaglio le attività commerciali si affidano a uno o più fornitori, che producono e/o distribuiscono determinati prodotti ad una rete di vendita capillare sul territorio. Fino a qualche anno fa gli ordini ai fornitori avvenivano attraverso dei cosiddetti “rappresentanti”, che prendevano nota su enormi cataloghi e riferivano alla casa madre la merce da spedire. Oggi molte aziende stanno adottando questo approccio digitale per permettere di snellire il processo di distribuzione dei prodotti, applicare prezzi personalizzati in base a diversi fattori e tenere sotto controllo il flusso di cassa e il magazzino. Le piattaforme B2B rappresentano delle grosse potenzialità, che sfociano in altri ambiti come l’automatizzazione, l’IOT (internet delle cose) e l’intelligenza artificiale: tecnologie che possono migliorare la produttività e ridurre il margine di errore. Poi è importante anche tener conto che tali soluzioni hanno un grosso vantaggio dal punto di vista contabile e amministrativo, perché permettono di tener traccia dei pagamenti e della fatturazione per ogni singolo ordine e per ogni singolo cliente, evitando spiacevoli perdite di dati o economiche, portando a spiacevoli rapporti con i clienti.

C2C, Consumer to Consumer

L’approccio C2C è un trend in forte crescita e consiste nello scambio di merci tra utenti privati. La differenza rispetto ai semplici siti di annunci è che tutto il flusso di vendita, dall’ordine al pagamento, è controllato dalla piattaforma di riferimento, tutelando sia il venditore che l’acquirente. Questo permette scambi sicuri con pagamenti universalmente accettati, facilitando le operazioni. Basti pensare al tempo risparmiato in messaggi e telefonate, come si fa con i siti di annunci online). Una delle piattaforme più famose è eBay, che tra le altre feature permette anche la compravendita tra utenti privati.

Bonus: Marketplace

I Marketplace sono dei “Centri Commerciali” online, che racchiudono in se i prodotti di più negozi, uniformando l’interfaccia, migliorando l’esperienza utente e la logistica. I marketplace più famosi sono Amazon ed E-price, che comprendono prodotti di ogni tipologia merceologica con l’utilizzo, da parte dell’acquirente, di un solo account e di un solo metodo di pagamento per prodotti di diversa entità e provenienza geografica.

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