Finanziare i propri progetti? Ci pensa il crowdfunding

Finanziare i propri progetti? Ci pensa il crowdfunding
di Fabio De Notariis

Quando ci si trova con un’idea innovativa da realizzare, spesso si fanno i conti con budget troppo risicati, che nella maggior parte dei casi ci fanno mollare la presa prima ancora che il progetto sia partito.

Cercare finanziatori non è sempre facile, soprattutto se nella nostra cerchia di contatti ci sono persone a cui il nostro progetto non piace, non entusiasma o non produce vantaggi. Allora come fare per non arenarsi e trovare investitori disposti a seguirci nella nostra avventura? Come finanziare i propri progetti? Ci pensa il crowdfunding.

La parola magica è Crowdfunding. Ma di cosa si tratta?

Il Crowdfunding, letteralmente “crowd” = folla e “funding” = finanziamento, è una sorta di investimento collettivo, che serve a ricevere fondi per la realizzazione di progetti in cambio di equity o dell’utilità stessa del progetto. Questo metodo, diffusissimo all’estero e di recente in crescita anche in Italia, permette di raggiungere rapidamente le cifre necessarie perché si basa su un’ampio pubblico di potenziali investitori.

Come funziona?

Una volta definito il nostro progetto e il budget necessario alla sua realizzazione, è possibile pubblicarlo online attraverso l’utilizzo di alcune piattaforme che si occuperanno di tutto il resto. Se la nostra idea è vincente i risultati arriveranno velocemente, in quanto la diffusione online è capillare e si raggiunge facilmente il target di riferimento, con la possibilità di ricevere quote da potenziali clienti (che accederanno ad una versione “in anteprima” del prodotto/servizio una volta pronto) o da investitori, solitamente rappresentati da aziende che credono nella nostra impresa e nei ricavi derivati dalle equity.

Che vantaggi porta agli investitori?

Possiamo definire quattro principali forme di partecipazione a progetti di crowdfunding, in base al tipo di ritorno di investimento:

1. Donation Based

Vengono effettuate donazioni volontarie senza ricevere niente in cambio (alcune aziende prevedono uno starter kit che comprende gadget o abbigliamento pubblicitario). Questa tipologia funziona per attività che hanno già un’ampia fanbase e che quindi permettono di ricevere piccole somme da una moltitudine di persone che si sentono parte del progetto.

2. Equity Based

In questo caso l’azienda oggetto del crowdfunding riconoscerà agli investitori (al di là dell’importo investito) un titolo di partecipazione della società stessa che siano esse quote nel caso di una S.r.l. o azioni per una S.p.A.

3. Reward Based

Chi partecipa al progetto con il proprio denaro riceve in cambio un prodotto o un servizio, che potrebbe essere lo stesso oggetto della raccolta fondi. Infatti, molte startup cercano finanziamenti per produrre oggetti utili, ma che hanno un alto costo di produzione di massa, difficile da coprire partendo da zero, specie se non si hanno a disposizione gli strumenti necessari.

4. Lending Based

Consiste nella decentralizzazione del prestito, ossia la cessione di denaro (in cambio di interessi) tra persone fisiche o giuridiche senza passare attraverso banche e istituti di credito: una sorta di prestito privato.

Quali sono le piattaforme più diffuse?

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Stanno crescendo sempre più velocemente, la loro diffusione è ormai affermata anche sul territorio italiano. Citiamo solo alcune tra le piattaforme più diffuse e utilizzate.

Kickstarter: lo si può definire il capostipite di questa categoria di siti, nato nel 2009 negli Stati Uniti, ha avuto una rapida diffusione in Europa dal 2015.

MamaCrowd: Piattaforma italiana fondata nel 2011, ha traghettato verso il successo diversi progetti ormai affermati, tra cui MyCookingBox, StartupItalia, Orapesce e tanti altri.

Indiegogo: altra piattaforma internazionale molto conosciuta, che finanzia lo sviluppo soprattutto di prodotti hi-tech o per la mobilità sostenibile.

Produzioni dal Basso: una dei primi sistemi di crowdfunding italiani, sul quale vengono sviluppati progetti soprattutto legati ad eventi e prodotti audiovisivi (musica, film, cortometraggi).

Non tutti utilizzano queste piattaforme per finanziare prodotti o servizi innovativi, ci sono anche molte aziende affermate che decidono di cercare veri e propri soci per incrementare le proprie possibilità economiche e affrontare nuove sfide per il futuro.

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